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Da Parigi alla Luna

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A me è capitato di essere straniera in una terra scelta da me e, per molti versi, facile. Me ne sono andata in Spagna. Ho amato prima la Spagna e ho deciso che volevo provare a viverci. Un po' come Adam Gopnik con Parigi.

E "Da Parigi alla Luna" è sopratutto un romanzo del come si vive lontani dal proprio Paese. Di fatto è il racconto di questi 5 anni di americano amante di Parigi trasferito nella Ville Lumiere.
Ho ritrovato tanti pensieri fatti quando abitavo in Spagna, tanta nostalgia. Perché si può anche volere e scegliere di andarsene, casa resta casa e la nostra testa è plasmata dal posto in cui siamo cresciuti. Sempre così sarà.

Il libro è nostalgico. Perché ricorda costantemente cosa voglia dire essere americano, ricorda casa, NYC, Philadelphia e la cultura anglosassone.

Ma è, prima di tutto un libro divertente. Divertente nel vedere come un americano, seppur liberal come Gopnik, guarda Parigi (e di riflesso la Francia e in parte l'Europa stessa). Quali sono l…

Passeggiando a Firenze

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Quest'anno il viaggio dell'anniversario ci ha portati a Firenze. Il clima ci ha assistito e, muniti di scarpe comode e qualche consiglio scovato qua e la, abbiamo camminato (e mangiato) per due giorni.

Qui voglio darvi qualche consiglio, per godervi questa splendida città in tutta libertà.

1. Scarpe comode, Firenze (il centro) non è grandissima e la si visita a piedi comodamente.

2. Se avete intenzione di visitare i principali musei valutate la possibilità dellaFirenze Card, vi permette di evitare file e risparmiare, tenete conto che ogni museo costa circa 10/12 €.

3. Firenze gratuita - museo a cielo aperto. L'entrata al Duomo (S. Maria del Fiore) è gratuita (mentre si paga per il battistero di San Giovanni, il museo del Duomo e la salita sulla Cupola), Orsanmichele (sia la chiesa sia il museo) e S. Maria Annunziata, in piazza Annunziata dove c'è anche l'Ospedale degli Innocenti (è meravigliosa). E appena vedete un palazzo aperto approfittatene!
approfittatene. Da …

Bruciamo tutto nel camino del passato. O no?

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L'anno sta per finire. In realtà sto iniziando a scrivere questo post che mancano ancora due mesi a gennaio. E' che ho tante cose in testa e voglio tirarle fuori. Sarà un work in progress.. fino a fine dicembre.

Ho tanta voglia che quest'anno finisca. Perché alla fine a conti fatti è stato un anno brutto. Un anno di perdita. Mio zio, mia nonna, la zia Tina. Ma perdita non solo per la morte di persone care (o persone che avremmo voluto avere il tempo di conoscere di più e di cui ora resta un fiore, rosso, in salotto). Perdita anche di affetti, di rapporti. Perché certe cose poi ti mettono di fronte a situazioni e a cose che nella normalità non sarebbero successe. O che magari non volevi vedere.

Però a pensarci, se penso a chi sono oggi e a chi ero il 1° gennaio 2013 alla fine sono più forte. Più consapevole di me e della mia capacità di rialzarmi. Di andare avanti. So cosa mi può scalfire, cosa mi potrà abbattere. Però so che ho la forza e la capacità per rimettere insieme …

Cimitero dei feti. Io non ci arrivo.

Finora ho evitato di esprimere un giudizio. Non tanto per mancanza di un'idea mia, quanto più perché non mi sembrava utile ne necessario. E l'argomento mi pareva di lana caprina... sinceramente mi sembra ancora così. Però provo a scrivere due righe, che magari qualcuno me lo spiega meglio. 

La questione è quella della Delibera del Comune di Firenze circa l'istituzione (o meglio l'istituzionalizzazione) di un luogo, all'interno del cimitero, per i feti. 

E qui i difensori della Legge 194 si sono scagliati contro il Comune e la delibera. Vedendo in questa istituzionalizzazione un voler conferire lo "status di cittadini morti ai feti" (cito dall'articolo apparso sul blog Anziparla del manifesto). 

Insisto a non capire. 

Che la legge 194 sia da FAR APPLICARE e da DIFENDERE ci sono. Ma non capisco in che modo dare la possibilità a chi lo desidera di avere un luogo dove seppellire il proprio bambino non nato, il feto, possa ostacolare l'applicazione della l…

Viaggi in testa. Nella testa solo viaggi

Quest'anno, o meglio il prossimo, sarò di ritorno in terra spagnola. Troppo tempo due anni di mancanza. La lontananza sai è come il vento.. cantava Modugno (scriveva Enrica), e in me il fuoco è cresciuto, cresciuto eccome.
Torno in luoghi conosciuti. Anche se per poco. Direi che torno in luoghi assaggiati per assaporarli. Euskadi sarà la meta estiva. Il nord.

La Spagna di entra dentro attraverso l'Andalusia e poi si espande con il verde del nord.
Questa è la verità.
Io l'ho conosciuta attraverso Malaga, Tarifa, Siviglia.. Poi ho vissuto nella Capitale. Madrid - Capital! Ho imparato lo spagnolo in terra di Castilla y Leòn - a Salamanca. Dove si impara tanto bene lo spagnolo e a reggere i chupitos (in maniera equivalente). Ho amato i castelli della Castiglia, il centro - la meseta. E poi infine è arrivato lui. Il nord. Verde e azzurro. La terra contro il mare. La terra dentro nel mare. O il mare sulla terra. 

Ma non sarà solo Spagna quest'anno. Altri viaggi abbiamo in men…

Divagazioni di primavera in autunno.

Siamo qui, in un giorno di novembre che sembra quasi aprile. Cielo azzurro, aria leggera e un po' di brezza. Ma il freddo è lontano, anche se ci ostiniamo ad uscire con gli stivali, con le collant e le sciarpe. Non ce ne sarebbe bisogno. Almeno durante il giorno. Mattino presto, sera tardi, quando il sole ancora non c'è (o se n'è appena andato) un po' sì, fa freschino.

E questo clima strano, questo cambiamento annunciato, atteso, desiderato, che tarda ad arrivare. Che a volte fa capolino e poi si nasconde. Questo mancato cambiamento, per ora, mi mette in agitazione. 
Io non riesco a stare ferma. Amo la routine, la cerco, me la creo e la desidero, però ho necessità di spezzarla. E ora, in questa eterna fine estate, mi sento come bloccata.
Forse è la necessità di veder chiudere un capitolo, di poter voltar pagina. Questa mancanza mi agita. Questo essere bloccata in un tempo non corretto mi lascia in ansia.
Come ho detto, necessità interiore di un cambiamento. Di sentirlo…

Una sera a Parigi

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Ed eccomi di nuovo catapultata nella splendida e romantica Parigi raccontata da Nicolas Barreau. Questa volta nel quartiere di Saint Germain, tra Rue Bonaparte e la Senna.

Gli elementi ci sono tutti, un cappotto rosso, un vecchio cinema, misteriosi personaggi e la bellezza senza tempo di Parigi. E poi un classico dei libri di Barreau, l'equivoco, l'incomprensione, il mistero. E l'amore che è il motore propulsore di ogni azione.

Ci si ritrova sempre in un mondo magico leggendo i suoi libri e ci sembra di conoscere i personaggi e le strade che vengono raccontate e descritte con tanto amore e trasporto.
Il modo migliore per immergersi dentro Parigi e dentro quell'aria romantica e nostalgica che ne è il tratto più distintivo.

Il protagonista, questa volta, è Alain. Proprietario appassionato di un vecchio cinema d'essai. Romantico e sognatore. E la misteriosa ragazza dal cappotto rosso, Mélanie.

Non voglio rovinarvi la sorpresa. Il libro è davvero bello e intrigante. Vi…

In quel bagno di Modena ci sono anch'io. Ci siamo tutti

Leggo di una società scandalizzata. Leggo tanti commenti, opinioni, psicologi e sociologi che cercano di spiegarci il perché e il percome dello stupro di gruppo di Modena. Nella Modena bene, tra ragazzi perlopiù minorenni

E stamattina ho letto tra gli altri l'articolo su Repubblica di Concita De Gregorio. Sono d'accordo su molte cose che dice. E soprattutto sull'approccio che usa. Spostare l'attenzione da loro, i mostri e la vittima, a noi. Noi che da genitori, nonni, fratelli maggiori abbiamo educato questi ragazzi. E li abbiamo fatti essere quello che sono. Noi che facciamo troppe volte finta di non vedere e noi che continuiamo a proporre modelli sbagliati. A far credere alle ragazze che la via migliore da seguire sia quella delle Olgettine. Noi che quando vediamo un ottuagenario convivere con una quasi trentenne lo guardiamo quasi con ammirazione. 
Noi che non ci fa nessun effetto se la pubblicità per vendere un paio di jeans usa modelle nude. E i jeans neanche si…

La politica oggi muore. per me.

Ho sempre respirato aria di politica, opinioni, idee, giornali, discussioni, litigi. In casa mia si mangiava pane e quotidiani. E si discuteva. Idee diverse, rispetto e passione. 

Non l'ho mai fatta davvero attivamente perché non mi ritengo all'altezza. O meglio non credo di possedere le doti giuste, diplomazia e capacità di mediazione. Non sono capace di cedere sulle mie idee per un ideale più grande, perché a volte in politica si deve fare. Cedere un po' per qualcosa di più. O perché in quel momento non si può fare diversamente.

Però me ne sono occupata, ne ho parlato, discusso, sempre. Ho letto. Mi sono informata. E, come tutti i cittadini, ho il mio pensiero e cerco di esprimerlo con il voto. 
Molto spesso mi sono ritrovata senza un partito che mi rappresentasse. E di volta in volta ho cercato qualcosa che mi andasse bene, un'entità che in qualche modo si avvicinasse il più possibile al mio pensiero.

La piazza, intesa come manifestazione pubblica - urla di slogan e…

Inno alle persone più importanti per me. I nonni

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Oggi è un giorno di festa. E' la festa più importante dell'anno. Oggi si festeggiano i nonni!Nonni che cullano i nipoti, che li portano al parco, che gli regalo un sorriso e una carezza in un momento di tristezza.
Praticamente, a mio avviso, il pilastro della società. Se c'è ancora del buono in questo mondo è perché ci sono i nonni.

Per me i nonni sono il mio centro, sono stati genitori quando ne avevo bisogno, amici in alcuni momenti e nonni sempre, ogni giorno. Nonni nel guidare senza intromettersi troppo (ma intromettendosi quando lo ritenevano giusto), nonni nel cercare di accontentare (ma sempre senza arrivare a viziare più del necessario). Ho avuto nonni speciali e purtroppo non sempre abbastanza nonni.  Mio nonno Uccio chenon c'è più, ma quando devo fare una cosa penso a cosa ne penserebbe lui e so che, se lo seguo, farò la scelta giusta.

Da lui ho imparato la precisione (in effetti era maniacale a volte), la dedizione alla famiglia e al lavoro e la bontà.




Hanno…

Donne - femminismo e cultura

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La goccia che ha fatto scatenare in me la voglia, quasi l'urgenza, di scrivere questo post (più per sfogarmi che per reale bisogno di condividere il mio pensiero) è stato un commento letto su facebook di Andrea Scanzi (qui il link) in cui si inveiva contro la Presidente Boldrini rea (a dire di Scanzi) di aver posto il problema della mercificazione del corpo femminile, del modello errato di donna, che la pubblicità fa passare e che la società accetta.

Ora, è ovvio che il problema posto dalla Boldrini non è nel fatto che ci siano milioni di donne che ogni giorno apparecchiano la tavola per la famiglia. Il problema è che da noi è considerato compito spettante alla donna quello di apparecchiare la tavola. E che la pubblicità, nel momento stesso in qui deve rappresentare la famiglia italiana, ci piazza una bella mamma a casa a spadellare, ecc ecc. Che poi la società non sia più quella da un pezzo pare importare molto poco ai signori pubblicitari. Che però così altro non fanno che conti…

AAA Lavoratrice offresi

Da tempo ho voglia di cambiare. Non è un mistero. I cambiamenti mi piacciono, li affronto sempre volentieri. E il lavoro che svolgo ora è troppo ripetitivo e monotono. Offre solo brevi - e sempre più rari  - sprazzi di novità.

Lavoro a Milano, in un'azienda che si occupa di Real Estate, valutazioni immobiliari  e di rami d'azienda. Io sono la segretaria - receptionist e impiegata amministrativa. Mi occupo della prima contabilità, dell'agenda del titolare e della gestione di un gruppo di professionisti sul territorio (coordinamento e fatturazione).
Collaboro con il titolare e i colleghi alla stesura dei report, verifico le bozze e produco elaborati, grafici e ricerche.

Le mie passioni sono variegate, in effetti ho una personalità abbastanza eclettica. Sono appassionata di viaggi, cibo e sport. In particolare mi piace organizzare viaggi (in mente ho sempre il prossimo viaggio, la prossima meta), preparare cene per gli amici e seguire eventi sportivi. Gli sport che preferisco…

Donare il sangue un gesto semplice che cambia la vita di tanti. Anche la tua

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Oggi ho voglia di parlare di un gesto che mi sta molto a cuore. Donare il sangue. E' un gesto molto semplice, che richiede poche ore della propria esistenza in un anno. E che da in cambio un sacco di vantaggi a chi lo fa. A parte la sensazione meravigliosa di sapere di star facendo qualcosa per gli altri, donare il sangue permette di tenersi controllati (vengono svolti ad ogni donazione esami completi del sangue, recapitati gratuitamente al donatore, oltre che una visita con un medico prima della donazione). Inoltre donare il sangue ne permette anche un migliore ricambio che aiuta il sangue ad ossigenarsi.

Ma soprattutto si fa un gesto per gli altri. Un gesto che aiuterà sicuramente qualcuno che ne ha davvero bisogno.

Sicuramente ognuno di voi avrà avuto una persona che ha subito un intervento chirurgico, più o meno grave. In qualsiasi caso nella sala operatoria erano presenti sacche di sangue. E quelle sacche era lì perché c'era stato qualcuno che quel sangue lo aveva donato.

Irlanda - viaggio itinerante tra pascoli, pub e gente speciale

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Questo viaggio è arrivato dopo una lunga preparazione. Da gennaio avevo iniziato a leggere guide, scartabellare tabelle e perdermi in foto e racconti dell'isola smeraldo. Avevo tante cose in testa e, soprattutto, tanto bisogno di partire.

E finalmente le ferie sono arrivate e il volo è decollato. 11 giorni in giro a zonzo per la Repubblica Irlandese. In pullman.
Tante cose mi porterò dietro da questa esperienza. Ma soprattutto i paesaggi del Burren resteranno scolpiti nella mia mente. Paesaggi lunari. Verde e mare.
Preistoria che si scontra con la storia e genera qualcosa di meravigliosamente struggente. Sì, il Burren resterà dentro di me, scolpito a fuoco.

Mi resterà dentro Limerick, i suoi vicoli, la storia e il suo essere selvaggia. Porterò Cork e il suo glamour sempre con me. E la passeggiata sotto la pioggia per i docksland di Dublino, la mia zona preferita perché la più irlandese della capitale.

La dolcezza, l'apertura e la sincera gioia nell'accogliere degli irland…

Ireland. Can't wait.

Ormai ci siamo quasi. Manca solo un piccolo ultimo sforzo. Poi la disintossicazione da quest'anno può avere inizio. Qualche giorno ancora in città, si sistemano le ultime cose. E poi si parte.

Io come sempre parto e mi disconnetto. Il mondo virtuale non esisterà per un po'. Perché è anche da questo mondo che ci si deve disintossicare.

Ma è soprattutto dalle cose di ogni giorno, le abitudini. Ho voglia di abbandonarle, dimenticarmene. E rientrare ricaricata. E alla ricerca di un nuovo equilibrio. Cose diverse. Questo anno è stato tosto. Duro. E ora ho davvero bisogno di dire STOP. Chiudere tutto per un po' e riaprirmi alle novità. Trovare cose positive e ripartire da lì.

Il viaggio è ormai programmato. Bisogna solo partire. Andare e farsi trasportare dai giorni, dall'istinto e dalle persone lungo il cammino. E tornare diversi, migliori. Più ricchi. Con le batterie ricaricate.

Per ora chiudo. Stacco. Adios.

Verso l'Irlanda. Sogni, immaginazioni, voglia di partire

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E la testa è in viaggio. Già da tempo. Ogni cosa è pensata, ormai. Il viaggio è programmato.

La voglia di partire non manca. Quello che manca sono 12 giorni. Quei 12 giorni che ci separano dalla meta.

Quest'anno è l'Irlanda la meta stabilita. Dopo qualche discussione tra Scozia e Irlanda alla fine l'ha spuntata l'isola smeraldo. E dopo due anni di Fly&Drive, dopo due anni di splendida terra portoghese, quest'anno sbarchiamo in mezzo ai folletti e ci spostiamo in pullman.

In molti hanno definito questa scelta quanto meno azzardata, coraggiosa. Perderete un sacco di tempo, e non vedrete un sacco di cose. Non avrete la libertà. Dicono.

Io ci ho riflettuto. Ho fatto i miei conti. E alla fine ho deciso. A parte una mera questione di budget (che comunque non è del tutto trascurabile) e di difficoltà della guida (già ambientarsi alla guida di una macchina diversa, in un paese diverso è complicato ovunque, poi pure a destra.. anche no), potrò finalmente godermi tutto d…

Frida Kahlo

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I legami che ci uniscono a una casa, a un giardino, sono dello stesso genere di quelli dell'amore (F. Mauriac)

Questo è un libro che ho senti dentro, come un pugno. La vita di una donna eccezionale, che parla di tante donne eccezionali che ho intorno. E un po' anche di me.
Intanto il libro è stato un dono,di un amica, e quindi ancora più importante e significativo. Perché i libri ci parlano delle persone che ce li donano. Sempre. In questo caso un po' di più.

Frida Kahlo nasce nei primi anni del '900 in Messico, un Messico in tumulto, in rivolta, in affermazione di sé. E questa rivolta, questo tumulto segneranno la vita di Frida, saranno il suo marchio di fabbrica in un certo senso.
Di salute cagionevole, nonostante la sua grandissima vitalità, subisce anche un terribile incidente, che segnerà la sua vita per sempre.
Voleva diventare medico, diventerà pittrice. Una pittrice di altissimo livello, decantata anche da Picasso e Kandinsiki. Ma sempre molto modesta, per null…

Frida Kahlo. Di libri e d'amicizia

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Dovete sapere che ho un'amica, anzi una sorella (molto di più di quanto sarebbe sorella una sorella di sangue - che non ho), a cui piacciono (diciamo pure che ha una fissazione - e che ultimamente non le sta facendo molto bene) le biografie. Tra le tante, tantissime che ha letto una ha voluto condividerla con me, e mentre leggevo capivo sempre di più il perché.

Frida Kahlo è stata una pittrice messicana, forse la più importante, sicuramente la più famosa. Ha avuto una vita molto particolare. Segnata (per ora sono a metà) da due cose. Un terribile incidente da ragazza e l'incontro con un uomo affascinante - Diego Rivera (come sanno accorciare i nomi gli ispanoablanti è meraviglioso, Diego avrà una decina tra nomi e cognomi...). Una vita in bilico tra immobilità e viaggio, tra amore e odio. Tra bisogno di radici e di casa e di volare, lontano.


Più leggo, più mi immergo in questa pagine. Nei pensieri di Frida, nelle frasi di chi l'ha conosciuta, pensieri filosofici, quadri, im…

Perché il viaggio inizia quando lo immagini nella testa

Tempo di vacanza, di ferie. Di staccare la spina. E così ci si ricorda di avere tempo, che ci stiamo re-impossessando di ore e ore della nostra vita, che di solito sprechiamo affannosamente dietro incombenze vuote e inutili dead-line.
Ma ora no, ora il tempo è tutto per noi, lì ad aspettarci. E allora uniamo le vacanze ad un bel libro, magari che ci parli del luogo dove siamo diretti, che ci racconti quei posti con occhi diversi.

Ecco alcuni consigli, di libri letti per iniziare a viaggiare con la mente, per immergermi in quei luoghi prima di esserci fisicamente.
E allora leggete, immaginate, prendere la cartina e percorrete queste strade.

1. A sud di Granada - Gerarld Brenan
Questo libro l'ho letto prima del mio viaggio per terra andalusa. Primo viaggio sola, un viaggio di formazione in un certo senso. E delle terre andaluse mi ha fatto innamorare lui. Inglese, dopo la fine della prima guerra mondiale decide di andar via dall'Inghilterra e sceglie la Spagna, neutrale e poco ca…

Le ceneri di Angela

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"Naturalmente è stata un'infanzia infelice, sennò non ci sarebbe gusto. Ma un'infanzia infelice irlandese è peggio di un'infanzia infelice qualunque, e un'infanzia infelice irlandese e cattolica è peggiore ancora"

Questo è l'incipit de "Le ceneri di Angela", libro autobiografico scritto da Francis - Frank McCourt.

L'autore ci parla della sua infanzia per i vicoli di Limerick, durante le due guerre. Ci porta in un mondo che sa di birra, pane fritto, sa di ginocchia sbucciate e crescita personale. Di affetto fraterno, bisogno di indipendenza e necessità di riscatto.

L'infanzia, nei vicoli di Limerick, con un padre che si beve paga e sussidio, non è facile. La scuola che ti parla di inglesi cattivi o stato di grazia, il tuo bisogno di fare domande per capire e le non risposte. E si cresce, aiutandosi gli uni con gli altri. Correndo per i vicoli, filtrando la realtà con occhi di bambino troppo in fretta cresciuto.

Alla scuola stata Leamy ci s…

Spirito nomade

La mia famiglia è sempre stata un po' originale. Questo ha creato in me qualche turba adolescenziale, qualche cicatrice che - faticosamente - provo a far rimarginare (e costantemente si riapre) e mi ha forgiato e fatto diventare quelle che sono.

Le figure centrali della mia esistenza sono stati i miei nonni. Si sono sovrapposti, a volte sostituiti per necessità, ai miei genitori e sono diventati per me il modello di riferimento. Il centro di gravità della mia esistenza. Ora, non dovete pensare ai miei nonni come due tipici nonni da manuale. Qui stiamo parlando di ben altro. Io ho avuto a riferimento due spiriti nomadi. Lui votato sopratutto alla montagna, all'arrampicarsi, arrivare su. E ora so dove sta, insieme alle sue belle tre cime, tra montagna, terra, cielo e nuvole. Lei sempre alla ricerca del bello, costruito dall'uomo o dalla natura. E ti faceva restare senza fiato, delle volte, in cui senza dirti niente ti portava a girare un angolo e compariva qualcosa di mistic…

Jerez de la Frontera - il vero spirito andaluso

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Siamo vicini alle ferie estive. E a me sono capitate tra le mani le foto dell'estate 2006. In viaggio per l'Andalucia, sola.

Così ho deciso, ho voglia di condividere queste perle dell'Andalucia. Magari vi viene voglia di partire per questa splendida terra.

L'Andalusia è conosciuta per tre cose principali, a parte il caldo. Il flamenco, i cavalli e il vino. E qui, ad Jerez de la Frontera si fondono alla perfezione.
Ai più Jerez è conosciuta soprattutto per la tappa del mondiale di motociclismo. Agli spagnoli, e agli appassionati, anche per la Feria de Caballo. Manifestazione storica, pittoresca e culturale.

Ma Jerez è molto altro. In alcune guide è indicata come una città di cui si può fare a meno, a meno di non essere appassionati di sherry. In realtà, a mio avviso, nessuna gita in terra andalusa dovrebbe prescindere da questa città. Perché ci fa scoprire l'anima autentica di quella regione. Fuori dai circuiti turistici di Malaga, Siviglia o Granada.

Io ho alloggia…

L'andalucia, una guida e io.

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Ci sono giorni in cui i ricordi riaffiorano con insistenza. Forti e vivi. Li senti dentro di te, come pugni. O carezze.

In questo caso, dolci e tenere carezze spagnole. Il solstizio d'estate mi ha fatto tornare alla mente l'estate del 2006 e il viaggio che dentro di me ha significato tanto. Il primo viaggio conquistato con i miei soldi, pianificato e deciso da me. Il primo viaggio sola. Il viaggio in solitaria è un'esperienza che consiglio a tutti. E' un viaggio mistico, in qualche modo, dentro noi stessi. Ci fa scoprire luoghi dentro di noi che non conoscevamo. Si torna cambiati da un viaggio soli. Si torna cresciuti, diversi e, alla fine, migliori. 

Il tour l'avevo pianificato nei minimi dettagli. In pullman, per motivi di budget e di insicurezza (sarei stata in grado di guidare sola per una terra sconosciuta??), con partenza da Malaga. Poi il destino mi ha messo davanti al mio karma. Mi ha fatto scoprire il mio posto nell'universo. La mia dimensione. E tutto…

La mente in viaggio

Organizzare viaggi (e farli) è quello che finora, probabilmente, mi ha permesso di non impazzire. E' l'attività che faccio, con costanza, soprattutto quando sto affrontando periodi difficili o situazioni emotivamente complicate.

In realtà è un'attività che faccio quasi sempre. Però durante i periodo bui è quella cosa che mi permette di stare in piedi e di scaricare tutte le tensioni. C'è chi va in palestra, chi piange, chi beve birra... Io penso, organizzo e immagino viaggi (che poi si concretizzano).

E' un'attività che mi fa pensare ai miei nonni. Perché io i viaggi li ho praticamente sempre fatti con loro. In famiglia l'organizzatrice era la nonna. E' lei che mi ha insegnato ad organizzare un viaggio, leggere una cartina e scoprire cose da vedere e fare. Mi ricordo ancora quando stavamo organizzando il viaggio a Parigi (loro ci erano stati diverse volte, per me era la prima), immersi nelle mitiche guide rosse del Touring. Cartina di Parigi alla mano e…