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Visualizzazione dei post da Maggio, 2013

La parmigiana e la rivoluzione

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Nutro una forte idiosincrasia verso chi si dimostra di mentalità ristretta. Soprattutto sul cibo. Da italiana, nata e cresciuta in quel di Milano, inizio a stancarmi di tutte quelle persone secondo le quali le radici di gusto e tradizione risiedono solo in alcuni villaggi del sud Italia.
Amo il mio Paese. Tutto. Ho amato il pesce in Sicilia, salame - fave e vino dei Castelli, il porcellino in Sardegna (con 40 gradi all'ombra). Ho adorato i mille gusti di gelato al cioccolato di Alba, il risotto alla milanese di mio nonno, la casoela, gli schlutzkrapfen, la polenta alla valdostana, la carne di Carrù e il pesto ligure.
I sapori, veri, onesti e sinceri ci sono dappertutto.
E non solo in Italia.
Ho amato le zuppe in Inghilterra, la New England Soup a Boston, l'hamburger di NYC, il currywurst di Berlino. Per non parlare di tutta la bontà messa in bocca girovagando per Spagna e Portogallo.. (ah, le navajas...).
Amo il cibo. Cerco sempre di mangiarlo buono. Provo ad assaggiare e compra…

Elogio alla lentezza

Oggi, 13 maggio, è la giornata mondiale della lentezza.
Che bella parola! La Onlus L'arte di vivere con lentezza ha pubblicato sul suo sito i Comandalenti, consigli per iniziare a rallentare ed affrontare la vita con più lentezza e - forse - più serenità.

Ho passato parte della mia esistenza a vivere con frenesia, pensando che stare con le mani in mano fosse la cosa peggiore del mondo. Ancora oggi faccio fatica a stare completamente senza far niente, le domeniche sul divano sono uno dei miei incubi. Però sto imparando a prendermi i miei tempi e vivere la vita con un po' più di leggerezza.

Ho abbandonato i mezzi pubblici per gli spostami in città preferendo i buoni e vecchi piedi (ovvio, ho la fortuna di lavorare non tanto lontano, 3,5 km da casa). Il camminare permette di riappropiarsi  del proprio respiro e riflettere.
Sto imparando a dire no, a tenermi del tempo tutto per me. Non è sempre facile e a volte i sensi di colpa si fanno sentire. Però credo fermamente nella qualità…

Ero riuscita a distogliere lo sguardo...

Ecco, per quattro giorni avevo staccato completamente la spina da tutto questo. Da quando sono scesa il 1° maggio nella sala colazione del mio albergo a Berlino e ho messo in bocca il primo quarto della rosetta con burro e marmellata io sono entrata nel mio paradiso. Da lì in poi sono stata circondata da bellezza. Bella città, bella gente, buon cibo, ottima birra. Ero in un mondo dove tutto funzionava. E chissenefrega del vestito, del trucco e del parrucco.

Poi sono dovuta tornare. Ed ecco qui a sentir parlare di spartizione delle poltrone, sentire santificare un losco figuro che ha guidato questo paese nel baratro in cui si trova ora per poi spingerlo sempre più giù, nelle sabbie mobili. E ora mi tocca anche sentire un fotografo parlare di femminicidio dando, ovviamente, la colpa alle donne. Perché tanto la colpa è sempre delle vittime, che qualcosa avrai pur fatto per meritarti tutto questo. Perché insomma se qualcuno ti picchia, ti ammazza o ti violenta la colpa è anche un po' …

Un'altra città è possibile. L'ho vista, l'ho vissuta

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Al mio ritorno dal viaggio a Berlino ho alcune considerazioni da fare, ho toccato con mano la possibilità di avere una città a misura d'uomo. Una città, non un grande paese. Sto parlando di 3,5 milioni di abitanti, per intenderci.

1. Dall'aeroporto si prendono i mezzi pubblici URBANI al costo di un normale biglietto (di 2 zone se si arriva a Tegel, di 3 se si arriva a Schonefeld), quindi il costo massimo è di circa 3 euro (sui 40,00 € volendo prendere il taxi). E qui iniziano già le domande:

perché Milano ha deciso di spostare l'aeroporto a Varese? perché il biglietto costa minimo 10,00€?

2. Il verde. Perché quando arrivi a Berlino ti rendi subito conto della quantità di verde. Parchi, aiuole, giardinetti, rotonde che diventano parchetti. Appena è possibile a Berlino si mette del verde, invece di costruire case in modo smisurato. Perché da noi invece si fa di tutto per eliminarlo, il verde? Perché, ad esempio, il parcheggio sotterraneo di Potsdamer Platz in superficie è un…

Berlino - la città ideale.

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Lo ammetto, ero innamorata di Berlino ancora prima di metterci piede. Ero partita con molte aspettative e sicura di trovare una città meravigliosa. Però Berlino è riuscita a stupirmi. Non solo ha rispettato le aspettative ma le ha superate.

Berlino sorge su un'area di quasi 900 km quadrati, conta 3 milioni e mezzo di abitanti, eppure la prima cosa di cui ti accorgi è il silenzio. Quasi come a Venezia. E poi il verde. I parchi. Le strade pedonali.

Una mega città a misura d'uomo. Pensata per l'uomo. Una città che porta ancora i segni delle ferite, che le mostra le ferite. Segni di una città prima distrutta, poi divisa.
Una città, una nazione, che chiederà scusa per sempre per quello che ha fatto al mondo. Ma che lo fa guardando avanti. Una città che ha saputo ricostruirsi. Con due anime ancora evidenti, distinte, che però convivono in pace. Una città che accoglie e conquista.

La Berlino che porterò con me, che mi resterà dentro, è fatta di prati verdi vissuti, parco-giochi c…