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Visualizzazione dei post da Luglio, 2013

Frida Kahlo

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I legami che ci uniscono a una casa, a un giardino, sono dello stesso genere di quelli dell'amore (F. Mauriac)

Questo è un libro che ho senti dentro, come un pugno. La vita di una donna eccezionale, che parla di tante donne eccezionali che ho intorno. E un po' anche di me.
Intanto il libro è stato un dono,di un amica, e quindi ancora più importante e significativo. Perché i libri ci parlano delle persone che ce li donano. Sempre. In questo caso un po' di più.

Frida Kahlo nasce nei primi anni del '900 in Messico, un Messico in tumulto, in rivolta, in affermazione di sé. E questa rivolta, questo tumulto segneranno la vita di Frida, saranno il suo marchio di fabbrica in un certo senso.
Di salute cagionevole, nonostante la sua grandissima vitalità, subisce anche un terribile incidente, che segnerà la sua vita per sempre.
Voleva diventare medico, diventerà pittrice. Una pittrice di altissimo livello, decantata anche da Picasso e Kandinsiki. Ma sempre molto modesta, per null…

Frida Kahlo. Di libri e d'amicizia

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Dovete sapere che ho un'amica, anzi una sorella (molto di più di quanto sarebbe sorella una sorella di sangue - che non ho), a cui piacciono (diciamo pure che ha una fissazione - e che ultimamente non le sta facendo molto bene) le biografie. Tra le tante, tantissime che ha letto una ha voluto condividerla con me, e mentre leggevo capivo sempre di più il perché.

Frida Kahlo è stata una pittrice messicana, forse la più importante, sicuramente la più famosa. Ha avuto una vita molto particolare. Segnata (per ora sono a metà) da due cose. Un terribile incidente da ragazza e l'incontro con un uomo affascinante - Diego Rivera (come sanno accorciare i nomi gli ispanoablanti è meraviglioso, Diego avrà una decina tra nomi e cognomi...). Una vita in bilico tra immobilità e viaggio, tra amore e odio. Tra bisogno di radici e di casa e di volare, lontano.


Più leggo, più mi immergo in questa pagine. Nei pensieri di Frida, nelle frasi di chi l'ha conosciuta, pensieri filosofici, quadri, im…

Perché il viaggio inizia quando lo immagini nella testa

Tempo di vacanza, di ferie. Di staccare la spina. E così ci si ricorda di avere tempo, che ci stiamo re-impossessando di ore e ore della nostra vita, che di solito sprechiamo affannosamente dietro incombenze vuote e inutili dead-line.
Ma ora no, ora il tempo è tutto per noi, lì ad aspettarci. E allora uniamo le vacanze ad un bel libro, magari che ci parli del luogo dove siamo diretti, che ci racconti quei posti con occhi diversi.

Ecco alcuni consigli, di libri letti per iniziare a viaggiare con la mente, per immergermi in quei luoghi prima di esserci fisicamente.
E allora leggete, immaginate, prendere la cartina e percorrete queste strade.

1. A sud di Granada - Gerarld Brenan
Questo libro l'ho letto prima del mio viaggio per terra andalusa. Primo viaggio sola, un viaggio di formazione in un certo senso. E delle terre andaluse mi ha fatto innamorare lui. Inglese, dopo la fine della prima guerra mondiale decide di andar via dall'Inghilterra e sceglie la Spagna, neutrale e poco ca…

Le ceneri di Angela

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"Naturalmente è stata un'infanzia infelice, sennò non ci sarebbe gusto. Ma un'infanzia infelice irlandese è peggio di un'infanzia infelice qualunque, e un'infanzia infelice irlandese e cattolica è peggiore ancora"

Questo è l'incipit de "Le ceneri di Angela", libro autobiografico scritto da Francis - Frank McCourt.

L'autore ci parla della sua infanzia per i vicoli di Limerick, durante le due guerre. Ci porta in un mondo che sa di birra, pane fritto, sa di ginocchia sbucciate e crescita personale. Di affetto fraterno, bisogno di indipendenza e necessità di riscatto.

L'infanzia, nei vicoli di Limerick, con un padre che si beve paga e sussidio, non è facile. La scuola che ti parla di inglesi cattivi o stato di grazia, il tuo bisogno di fare domande per capire e le non risposte. E si cresce, aiutandosi gli uni con gli altri. Correndo per i vicoli, filtrando la realtà con occhi di bambino troppo in fretta cresciuto.

Alla scuola stata Leamy ci s…

Spirito nomade

La mia famiglia è sempre stata un po' originale. Questo ha creato in me qualche turba adolescenziale, qualche cicatrice che - faticosamente - provo a far rimarginare (e costantemente si riapre) e mi ha forgiato e fatto diventare quelle che sono.

Le figure centrali della mia esistenza sono stati i miei nonni. Si sono sovrapposti, a volte sostituiti per necessità, ai miei genitori e sono diventati per me il modello di riferimento. Il centro di gravità della mia esistenza. Ora, non dovete pensare ai miei nonni come due tipici nonni da manuale. Qui stiamo parlando di ben altro. Io ho avuto a riferimento due spiriti nomadi. Lui votato sopratutto alla montagna, all'arrampicarsi, arrivare su. E ora so dove sta, insieme alle sue belle tre cime, tra montagna, terra, cielo e nuvole. Lei sempre alla ricerca del bello, costruito dall'uomo o dalla natura. E ti faceva restare senza fiato, delle volte, in cui senza dirti niente ti portava a girare un angolo e compariva qualcosa di mistic…