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Visualizzazione dei post da Settembre, 2014

Honeymoon

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Come sempre, quando si apre un libro di Banana Yoshimoto, si viene catapultati in una realtà di sogno. Vite sospese in un momento, come in una bolla. Tra un'evoluzione e l'altra.

Gli argomenti toccati sono spesso li stessi, morte - famiglia - divino - solitudine - cambiamento, ma visti da infinite sfaccettature e mai banalizzati.

La famiglia per la Yoshimoto è qualcosa di impalpabile, anche un cane può essere famiglia, perché è il concetto che conta non la forma. E quindi l'affetto puro e sincero che un animale sa dare possono essere - per qualcuno - famiglia.

Morte che ci mette sempre davanti a noi stessi, ai nostri scheletri e dolori. Al nostro io e alla solitudine. Perché ogni volta che una persona cara muore un po' moriamo anche noi e ogni volta è difficile riprendere il normale flusso della vita. Se poi ci lascia uno dei nostri centri di gravità le cose si complicano.

Divino, Banana Yoshimoto affronta sempre il tema della religione, di come questa influisca su indivi…

Il cammino (di una donna)

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Prendo spunto da questo video che il sito di Internazionale ha pubblicato martedì.
Nel video si vede lo scorrere della vita di una donna, dall’infanzia alla vecchiaia. Lo scorrere del tempo è rappresentato da una passeggiata in solitaria della donna e ciò che ne esce è la solitudine e l’assoluta attenzione UNICAMENTE al corpo della donna.  La donna non si piace, sempre, per vari motivi: poche tette – troppe tette – pancia – culo – maternità / occhiaie – vecchiaia e tette che cadono – solitudine. 
Mi è sembrato molto stereotipante, a tratti offensivo, sicuramente non esplicativo di tutto ciò che essere “essere umano” in primis e donna nello specifico, rappresenti.
Nella mia passeggiata sono a metà strada. Oddio magari un po’ più indietro visto che la speranza di vita si è di molto allungata rispetto all’epoca del Sommo. Sono passata dall’infanzia all’adolescenza e ora sono una donna matura che inizia a farsi strada nel mondo.
È ovvio e innegabile che il rapporto con il corpo sia un e…

Frida Kahlo - una vita d'arte e di passione

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Io ho una sorellina fantastica. Anche se non siamo sorelle di sangue abbiamo in comune tante cose, alcune esperienze di vita, qualche trauma, un po’di ferite e molte molte cose belle. A lei devo tantissimo, in primis l’accettazione di me stessa e la mia crescita che è passata anche attraverso di lei e delle nostre chiacchierate.

Ci siamo conosciute che lei era una giovane donna che si affacciava in un mondo troppo crudele, e io una bambina che stava diventando grande. Poi lei partii e si mise in mezzo un oceano e vite che andavano in luoghi diversi (e velocità non sempre uguali). Ma invece di morire, il nostro rapporto è cresciuto sempre più forte. Lettere, cassette e ora registrazioni digitali. Schede telefoniche, mail, facebook e skype – quando la tecnologia diventa davvero qualcosa di utile al servizio delle persone. Ci siamo raccontate, abbiamo fatto sedute psicoanalitiche, riso e pianto. E ci siamo scambiate moltissimo.
Come dicevo prima, le devo molto. In tutto questo molto c’…

Orgoglio e pace

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Due parole mi hanno accompagnata in questo viaggio. Orgoglio e Pace.
Orgoglio di appartenenza, orgoglio di essere al di la delle definizioni. Essere basco e sentirsi fiero di questo.  Io ho sempre una punta di invidia per chi riesce a sentire questo orgoglio forte, l’orgoglio di appartenere a un luogo preciso, a me riesce difficile. Non che non sia orgogliosa della mia terra, di essere italiana. Conosco le qualità del mio popolo, le bellezze del territorio (naturali e artistiche), la nostra capacità creativa, l’essere stati il germoglio di quest’Europa, e tanto altro. Adoro la mia città natale, Milano e mi sento milanese, profondamente.
Però sento che dentro di me c’è tanto altro e non riesco a sentire radici così profonde, come invece altri popoli e altre genti sentono. Percepisco di appartenere davvero solo alla mia famiglia, e poi mi sento come parte di un tutto.Non definita, in cammino. E continuerò a cercare fino a trovare il mio posto nel mondo. Intanto osservo le genti e ne rest…

Sonno profondo

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Iniziando a sfogliare le pagine di Sonno Profondo si entra in un mondo fatto di persone in attesa. Donne segnate dalla perdita di qualcuno di importante che affrontano con difficoltà l’esistenza.
In tutti e tre i casi il mondo in cui si muovono è ovattato, si può dire che vivano una lunga notte, un sonno profondo.
Ma la speranza del cambiamento le tiene a galla ed è lei che permetterà alle tre protagoniste di salvarsi. A volte l’appiglio è dato dall’amore, per se stesse prima di tutto, altre dall’affetto delle persone che ci stanno intorno – anche quando inaspettato.
Banana Yoshimoto tratta alcuni dei suoi temi preferiti, la morte e l’oblio, il margine della società, con sapienza e tatto, in punta di piedi. C’è molto di lei in queste pagine, esperienze ed emozioni vissute, e questo traspare chiaramente, regalando al lettore un romanzo intenso.
“[…] nell’affrontare il buio che ognuno ha dentro di sé dopo una ferita profonda, distrutta dalla stanchezza, all’improvviso un’energia sco…

Le città al risveglio

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Amo il momento in cui una città si risveglia, quell’attimo che di gente sulle strade ce n’è poca, in cui si sentono i rumori di chi la città la tira a lucido, di chi scarica, tazzine, piattini.. e l’odore delle brioche, del pane e del caffè. Quel momento in cui sei tu e lei e ti parla. Si racconta per quello che è, senza l’artificio della gente, dei tanti turisti, dei nervosismi da giornata lavorativa.
Amo quei momenti e in viaggio cerco sempre di godermeli. Il mio compagno di viaggio è un dormiglione, lui ama la notte, il momento in cui il sole cala e la città acquista un che di magico e di sogno. Così spesse volte mi ritrovo nelle mattine, sola a passeggio per la città. E mi piace un sacco e non lo cambierei con niente. 
Mi piace perché torno ogni volta in contatto con me, e riesco a capire meglio il posto dove sono. Giro e vedo piazze che poi, col passare delle ore, si trasformano. Come a San Sebastián – che fino alle undici passate in Plaza de la Constitución non ci sono tavolini (e…