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Visualizzazione dei post da 2017

Wrocław: qualche indirizzo interessante a Breslavia!

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Wrocław è una città ricca di locali, ristoranti e caffè. Essendo anche molto economica per noi, grazie ad un cambio molto favorevole, è possibile godersela senza fare conti eccessivi. Qui vi voglio parlare di alcuni luoghi che meritano un passaggio mentre siete in città, per dormire, mangiare o bere una birra.

DORMIRE
Vi consiglio caldamente l'ostello dove abbiamo alloggiato noi:HART - Hostel&Art.In piena Nadodrze, una zona a pochi passi dall'università, in pieno sviluppo, abitata da giovani e con qualche buona opera di street art in giro (in ostello hanno un mappa della zona per conoscerla al meglio!). L'ostello è molto più di un semplice ostello, ospita infatti esposizioni d'arte, eventi  e conferenze. Ogni stanza è stata pensata e realizzata da un artista differente, nella nostra sembrava di essere circondati dalle nuvole.
Per tre notti abbiamo speso (con bagno in comune con altre due stanze) 80 Euro in doppia.




MANGIARE
La cucina polacca non è niente male! Io vi c…

Breslavia: tra gnomi e pierogi alla scoperta di una giovane fenice

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La città di Breslavia (Wrocław in polacco) ruota attorno a Rynek, la piazza principale e una delle più grandi d'Europa. A mio avviso è anche una delle più belle, quadrata, piena di palazzi bellissimi e riccamente rifiniti, con al centro il vecchio municipio. Ci si starebbe ore e ore, osservando continuamente particolari differenti.
Ma Breslavia è molto più di questo.
Breslavia è palazzi ex regime sovietico sgarrupati , bei palazzi liberty da sistemare, accanto a facciate splendide, restaurate da poco. Mi ricorda un mix di città: Stoccolma per il suo lato nordico indiscusso, che si ritrova pienamente a Plac Solny, Dresda per la sua capacità di ricostruirsi e la sua rinascita in questi ultimi anni e Lipsia per il carattere mai domo, ribelle, e il mix di bello e sgarrupato che si vive tra le sue strade.

Wrocław è una città giovane, e il suo cuore pulsante è l'università, fondata nel 1702. L'aula Lepoldina ne è la regina indiscussa, una grande opera di ricostruzione di questi …

Il libro degli specchi

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La morte di un rinomato professore, nel 1987 a Princeton, è rimasta irrisolta. Avvolta nel mistero. E la vita di molte persone che ruotavano attorno al professore è cambiata dal quel giorno di dicembre. Cosa è davvero successo è ancora un mistero che però potrebbe essere risolto da un libro scritto da uno dei protagonisti: Richard Flynn.

Allora studente, era stato uno dei principali sospettati all'epoca. Ma non c'erano state prove a sufficienza (e aveva superato il boligrafo).
Peter Katz riceve il primo capitolo del manoscritto e decide che vuole pubblicare la storia, ma Richard Flynn muore prima di riuscire a consegnare il libro, che non si trova.

Da qui partono le indagini che Peter affida a John Keller, un suo amico di vecchia data.
E da qui partono le molte versioni di ciò che è realmente accaduto quella sera. Ognuno smentisce l'altra e ognuna pare credibile.

Un giallo scritto su più livelli e ambientazioni che non smette di offrire colpi di scena e nuove prospettive, …

Mondo senza fine

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Ed ecco tra le mani compare un tomo di 1.300 pagine. Lo guardi e un po' ti spaventa. Poi inizi le prime pagine e già sei triste all'idea che prima o poi finirai di camminare per Kingsbridge in comapgnia di Caris e Merthin..

In un certo senso è il seguito de "I pilastri della terra", ma la storia si svolge circa 200 anni dopo e i personaggi sono dei pronipoti di quelli conosciuti in precedenza. I problemi però sono più o meno sempre quelli, la lotta tra il priorato e i cittadini, il potere mal esercitato dai padroni sui contadini e il tentativo di emancipazione delle persone nella società.
Come i pilastri della terra il libro è attualissimo, pur essendo ambientato nel '300 (e questo dovrebbe dirci molte cose). In questo caso uno dei temi centrali è il ruolo della donna, nella società e nella famiglia. I problemi delle donne, il loro tentativo di affrancarsi dal gioco maschile e la loro indubbia capacità di mandare avanti la famiglia (e la città) in momenti di cris…

Portare l'Alto Adige in un piatto

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Una delle cose che ricorderò con più piacere della settimana passata a San Candido sarà di certo il risotto al pino mugo assaggiato al Miramonti, una meraviglia assoluta. Delicatezza e gusto.
Così, una volta a casa, non trovando gli ingredienti necessari per riproporlo ho cercato di ricreare quella delicatezza per riportarmi alla mente quel ricordo.

E così, via con un delizioso risotto ai porri mantecato al formaggio di San Candido (o Innichner).




La ricetta è semplice:
si fanno rosolare due porri insieme a un po' di cipolla, un cucchiaio di olio e una noce di burro. Poi si aggiunge il riso (due pugni a testa più uno per la pentola) e lo si fa tostare. Si sfuma con un buon vino bianco secco, e poi si continua la cottura con un bel brodo vegetale a cui ho aggiunto due croste di grana padano. Io avevo anche un po' di Kaminwurst e ne ho aggiunto due fettine tagliate in quattro al soffritto.
A cottura ultimata, ho mantecato con l'Innichner e un po' di burro.

OTTIMO. E chiu…

La magia della Valle Aurina: potenza della natura

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Da San Candido, dove alloggiavamo, alla Valle Aurina il viaggio con i mezzi pubblici è comodo anche se un po' lungo (circa 2 ore).
Si parte dalla stazione alla volta di Brunico, scendendo a Brunico nord/ospedale e da lì, due passi fuori dalla stazione, si prende il pullman diretto in valle Aurina.

Mentre si sale si passano bellissimi borghi e paesini, che meriterebbero una visita di per se, come Campo Tures/Sand in Taufers. Più si sale più il paesaggio si fa largo tra le casette.

Superato San Giacomo si è di fatto immersi nella natura, la strada si stringe un po', il fiume scorre vicino, le pareti delle montagne non sono lontane e la natura è sempre più protagonista.
Poi si arriva a Casere/Kasern. E lì la strada finisce, parte il sentiero (che d'inverno è anche pista di sci di fondo), immerso totalmente nel paesaggio dolomitico. Dopo il primo rifugio e la Cappella del Santo Spirito, finisce anche la strada asfaltata. Solo sentiero innevato (o di terra battuta a seconda de…

Il Lago di Braies (Segheria e Ponticello)

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Ti svegli, presto. I Baranci dalla tua finestra iniziano a diventare rosso fuoco, è l'alba. Sono circa le 6.30. Sei in vacanza ma non riesci a dormire, sei troppo felice di dove sei, non vuoi sprecare troppo tempo con gli occhi chiusi, vuoi assorbire ogni minuto di questa settimana.
E oggi è una giornata speciale, perché sai che si torna in uno dei tuoi luoghi del cuore in assoluto (molto prima che diventasse conosciuto a tutta Italia grazie a Terence Hill).
L'obiettivo è il Lago di Braies.

Mentre fai colazione, cerchi di immaginarti come troverai il lago. Ti ricordi quando a febbraio era completamente innevato e ci andavi a fare sci da fondo. Ma ora sai che non c'è tanta neve. Chissà se ci sarà il lago, o si camminerà su di lui.

Arriva il momento. Autobus, Dobbiaco, quattro passi e arriva il cambio diretto a Braies. La gioia. Villabassa, passa per ora. Torneremo nel pomeriggio.
Ora si gira a sinistra e si imbocca la via verso la valle di Braies. Si sale un po'. Si arri…

San Candido, le dolomiti di Sesto e la Val Fiscalina

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Questo viaggio nasce a gennaio 2016, in un giorno grigio e freddo ricevo una telefonata inattesa: Era la signora Mair del Gallo Rossodi Bolzano a chiamarmi. Avevo vinto una settimana per due persone in uno degli splendidi masi in Alto Adige associati con Gallo Rosso!
Descrivere il mio stato di felicità è difficile a parole. Gioia allo stato puro! 
Da allora sono passati un po' di mesi per decidere il periodo migliore per noi e incastrarlo con le disponibilità dei masi e agriturismi, sempre pieni da un anno all'altro in alta stagione. E così alla fine è stato deciso, si parte a marzo, giusto per il mio compleanno.
Scegliere tra i vari agriturismi e masi non è stato per nulla semplice, sono tantissimi e tutti splendidi.


Ma alla fine la scelta è caduta sull'agriturismo Schopferhofin pieno centro a San Candido, il mio paese d'elezione da quando ero piccolina e sulla strada tra Dobbiaco e San Candido ho imparato a camminare.

Qui è dove ho imparato a sciare, a fare pazzie s…

Amrita

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Amrita, ovvero l'acqua che bevono gli Dei. La vita, l'acqua. Questo libro per molti versi è come bere un bicchiere pieno di vita. Non è un libro semplice, si vede che anche lei ha fatto fatica a tirarlo fuori, eppure la vitalità dei personaggi esce limpida, come dell'ottima acqua.
A volte questa sete di vitalità ti spinge fino giù dal burrone. Ma anche la morte è parte della vita, e questo tema Banana lo inserisce sempre nei suoi libri. Il circolo vita e morte, i due regni, non sono qualcosa di separato ma si intersecano e convivono.

In questo libro il tema centrale sono i ricordi, che creano legami e solitudini, che sono alla base di qualsiasi relazione, anche famigliare. Perché si è famiglia nel momento in cui si condividono e si creano ricordi comuni. Questa è la radice, non il sangue, non i rapporti dati dal DNA. Ma i ricordi che generiamo vivendo a stretto contatto.
E così, anche un nucleo originale ed eterogeneo come quello di Sakumi: mamma, fratellastro piccolo, ami…

L'hotel dei cuori infranti

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La capacità britannica di raccontare la banalità della vita quotidiana, i rapporti umani e lo sgretolamento della società moderna mi colpisce sempre. Adoro immergermi nelle atmosfere che gli scrittori riescono a creare e mi ritrovo sempre con nuovi amici. Persone comuni, come quelle che incontriamo ogni giorno. Come noi. Le nostre esistenze, i nostri dubbi esistenziali, la nostra continua ricerca di noi stessi, messi nero su bianco, con ironia e semplicità.
Myrtle House è un B&B che ha visto tempi migliori, nella zone di Brecon Beacons in Galles (quasi al confine con l’Inghilterra, 280 km da Soho). Buffy, un attore in pensione con alle spalle molti matrimoni e molti figli, il suo proprietario. All’interno di questo B&B si intrecciano vite, miserie, disavventure sentimentali e tragedie umane. Il tutto mischiato con una buona dose di humor britannico.
Un romanzo divertente, leggero, che indaga però nel profondo dell’animo umano. Delle differenze tra uomini e donne e della diff…

Child 44

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Il clima del sospetto pervade questo libro, ogni sua pagina, ed entra nella testa del lettore. Ogni capitolo ci presenta un cambio di prospettiva, l'aggiunta di qualche indizio che ci fa completamente cambiare opinione sui personaggi e sulla storia.
Chi è nel giusto? Chi è sbagliato? Chi controlla chi?

La Russia degli anni '50, la polizia segreta, le fede cieca ed assoluta per lo Stato che si incrina. La difficoltà del risveglio dopo il lavaggio del cervello. Ma è un risveglio? O si resta intrappolati in certe logiche? E le logiche sono davvero sbagliate?

Il romanzo trae spunto da una storia vera, quella del mostro di Rostov. E l'ambientazione, il racconto di cos'era davvero vivere nella Russia di Stalin, sono le cose che più rendono questo libro interessante ed avvincente.
Una scrittura veloce e una storia intricata fanno il resto, creando un clima che mischia "il Grande Fratello" a "Le vite degli altri" e unisce un racconto giallo d'autore.

No…

Il club dei filosofi dilettanti

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Passeggiare nelle splendide vie di Edimburgo accompagnati dai personaggi di McCall Smith è un privilegio. Non solo perché si può godere di quella che è, a mio avviso, una delle più belle e affascinanti città d’Europa, ma anche per i ragionamenti che si fanno camminando.
Ho sempre sostenuto che camminare sia la prima forma di meditazione, che lo si faccia soli o in compagnia, ci permette di indagare dentro il nostro animo. Andare piano, lentamente, mentre tutto scorre in fretta intorno a noi aiuta a rallentare anche i pensieri. E così li si mette più a fuoco.
Mentre si leggono i libri di McCall Smith, che sia la serie di Scotland Street (a proposito Guanda, a quando la traduzione di  The Unbearable Lightness of Scones??) o del Club dei filosofi dilettanti, ci si trova a pensare a se stessi e alla propria vita, a come noi affrontiamo i problemi che vengono posti, pagina dopo pagina.
E intanto si cammina per la città, dai Meadows alla New Town, da Stockbridge a Princess Street. In co…

Non voglio essere efficiente

Viviamo in una società, certo non sono la prima a dirlo/scriverlo/farlo notare, sempre di corsa.
Una continua ricerca di efficienza, di ricerca del modo migliore per fare più cose, possibilmente insieme e anche bene.
Di solito finiamo per essere insoddisfatti di tutto. Della nostra vita in primis, e riusciamo solo a ripetere non ho tempo per me, come un mantra. Ma non ci fermiamo mai veramente.

Questa mania è, sempre più spesso, applicata anche ai passatempi. A quelle attività che dovrebbero darci solo gioia, rilassarci.
L'ho notato anche su di me, da quando ho Netflix: una continua ricerca di modi per vedere sempre più serie, sempre più puntate. E così si accavallano, e non mi soffermo più a pensare al significato di quella puntata, alle cose e alle implicazioni che potevano esserci. Magari anche nella mia vita.

Seguendo un gruppo di viaggiatori incalliti su Facebook, noto sempre di più la costante ricerca di mettere bandierine in tutto il globo, senza mai soffermarsi davvero su …

L'ultima vittima

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Quando gli amici mi consigliano (o regalano) dei libri, so che sono consigli preziosi e che difficilmente resterò delusa.
E questo libro ne è l'ennesima conferma.

L'ultima vittima è un thriller che scorre veloce e incolla il lettore alle pagine. La tensione è sempre tenuta alta e le storie dei personaggi intrigano come il caso stesso.

Due donne sono al comando di un'indagine che ha ben poco di ufficiale, ben presto si ritroveranno in un gioco molto più grande di quello che avrebbero immaginato.
A farne le spese potrebbero essere tre giovani adolescenti, tutti con un passato tragico alle spalle. O forse non tutto è come sembra?

Chi si nasconde nell'ombra, chi ha interessa a mettere tutto a tacere. E di chi ci si può fidare? Un thriller che mette la fiducia e l'amicizia al centro della storia, senza non si è nulla.

A far da cornice al libro Boston e i bei boschi del Maine. Ambientazione quasi da Stephen King, che è infatti un ammiratore di Tess Gerritsen. E come darg…

La meccanica del cuore

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Edimburgo, la sua magia, la sua bellezza.
Una notte gelida, la più fredda del mondo.
Una strana dottoressa in una casa sopra la collina che domina la città.
Una prostituta bambina che mette al mondo un bambino con il cuore congelato.
Un orologio che aiuta il cuore a funzionare. O no?

Questa è la storia de La meccanica del cuore, libro romantico di formazione e viaggio, per l'Europa e dentro se stessi.

Un cuore, ogni cuore, ha la sua meccanica e le sue ragioni di rottura. E l'amore è la principale causa di frantumazione del cuore. Può un gesto di protezione estremo diventare in fondo la rovina di un uomo? Fino a che punto il nostro cuore condiziona la nostra vita? E perché difficilmente riusciamo a riprenderci quando si spezza, almeno del tutto?

Tante sono le domande a cui questo libro prova a dare una risposta, il tutto avvolto in un'atmosfera da film di Burton, noir e assurda per molti versi. Dove un ragazzino di 15 anni parte in treno da Edimburgo, incontra Jack lo Squar…

Metrò Milano

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Avevo molte aspettative su questo libro che mi ha regalato mio cugino per Natale, forse perché uno dei miei primi amori letterari è stato Zazie nel metrò, che ha fatto crescere in me l'amore incondizionato per Parigi e la sua metropolitana.
In realtà Metrò Milano di Paolo Melissi non ha nulla a che fare con Queneau e incarna, in molte sua parti, molte cose che odio di chi cerca di descrivere Milano. Specie se non milanese.
Possibile che si debba per forza raccontare la città come qualcosa di triste, un incrocio continuo di umanità allo sbando, sole, scontrose o pazze, solitudini che camminano come zombie. Perché?
Ovvio che in una città solitudini e gente incazzata ci siano, il lunedì mattina alle 7 mentre ti rechi al lavoro facilmente non avrai lo sguardo sorridente. Ma Milano - e tutte le città - sono anche altro. Hanno anche altro.
Invece quando vado ad una mostra fotografica o leggo libri di questo genere inizio a credere che la mia città sia una sola grande periferia degradata…

Bomber Renegade

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Per caso, qualche mese fa, mi sono imbattuta nel libro St Pauli siamo noi.Divorato in qualche pausa pranzo mentre preparavo un fine settimana ad Amburgo. Da lì mi sono appassionata alla storia del St Pauli e alle implicazioni politiche del tifo e ai suoi legami internazionali.

Già da tempo invece covavo la passione per la storia del Regno Unito e dell'Irlanda e del loro rapporto. E da poco ho finito di leggere i diari di Bobby Sands.

Un po' per tutti questi motivi, quando su una pagina facebook che seguo è stata data la notizia della pubblicazione del libro Bomber Renegade - un soldato di sua maestà al servizio dell'IRA, ho voluto accaparrarmene una copia il giorno dell'uscita.
Poi i mille libri sul comodino si sono messi fra noi e alla fine è stato il primo libro iniziato nel 2017. E l'ho divorato in un giorno. Dalla mattina alla sera.

Il libro è, semplicemente, la storia di Micheal "Dixie" Dickson. Figlio di genitori scozzesi (con padre protestante e ma…

Il marchio dell'inquisitore

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Che soggetto lo Svampa! Un inquisitore sui generis, che si basa sui fatti e odia i sospetti e usa l’interrogatorio solo come ultima spiaggia. Un investigatore moderno in tutto e per tutto che si trova ad indagare su una serie di delitti nella Roma del ‘600.
Noi siamo frutto del nostro passato, le scelte che facciamo, i demoni che ci portiamo dentro, arrivano tutti da lì.  Nel caso di Fra' Girolamo Svampa, il passato lo tormenta e in questa indagine lo metterà di fronte alla vendetta e a se stesso. Sì perché lo Svampa nasconde qualcosa nel suo passato che avrà a che fare con questa indagine e che lo metterà alla prova.
Simoni ci porta questa volta nella Roma del Secolo di Ferro, tra storia, antichi mestieri e intrighi di palazzo. Come sempre lo fa con maestria creando personaggi complessi, ricchi di sfaccettature. E se lo Svampa è il sicuro protagonista, poco sarebbe senza la sua spalla: il Capiferro. Personaggi entrambi che vanno oltre le apparenze e le gerarchie, i cui scambi verba…

Buon Trento a tutti!

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E chi se l'aspettava una città così bella?
Sapevo che era carina e ne avevo qualche sparuto ricordo di bambina. Ma non mi aspettavo una città così vivace, interessante e con così tanti spunti.

Per non parlare del suo essere ottima base di partenza per infinite escursioni nelle vicinanze, da Merano a Madonna di Campiglio, da Campitello a Vipiteno.

L'alloggio, il bell'ostello "Giovane Europa - Gaya Project", è di fronte alla Torre Vanga, torre di accesso alla città costruita nel '200 e che oggi ospita mostre collegate al MART (una magnifica realtà). Da lì si accede al centro storico, praticamente tutto ad accesso limitato ai veicoli (quindi si cammina comodi e senza problemi) e si arriva in due minuti alla bellissima piazza Duomo: una delle più belle d'Italia a mio parere!
Una meraviglia con la Chiesa, le belle case, di cui alcune affrescate (sarebbe bello vederle restaurate!) e la fontana che ne segna il centro.
La vita di Trento scorre intorno a questa pi…