Confini e fenici (ovvero passeggiando tra gli Ost Garten)

Il viaggio di quest'anno mi ha portata ad esplorare alcune perle dell'est, in giro tra la Sassonia e i suoi confini.

Ogni tappa ha regalato emozioni forti e ha lasciato una traccia indelebile. Sono tutte città con un'identità molto precisa ed è molto difficile descriverle tutte insieme.

Intanto iniziamo col dire che ci siamo mossi in treno e in autobus e tutto è filato liscissimo. I treni tedeschi sono iper puntuali e i pullman di Flixbus sono comodi, gli spostamenti sono andati tutti benissimo. In quanto agli alloggi abbiamo fatto un mix tra alberghi e case e anche qui tutte le scelte si sono rivelate ottime. E sempre in quartieri molto interessanti per vita notturna e fermento culturale.

Anche nell'assonnata Praga - sotto questo punto di vista - a Karlin (Praga 8) si respira del fermento. Il quartiere, dopo l'alluvione molto pesante del 2002, sta rinascendo con un nuovo tessuto sociale. Non sempre la cosiddetta "gentrificazione" è positiva ma in questo caso credo che lo sia. Giovani artisti e famiglie appena formate si stanno trasferendo in questo quartiere, rimettendo a posto le case e facendo nascere nuove esigenze di spazi sociali di cui il Viadukt Kreativnì è l'esempio migliore. Sotto gli archi del viadotto del treno è nato un locale, che è anche campo da beach e offre spazi per molti altri sport come il calcetto, il ping pong, ecc. Un'idea innovativa che porta questo quartiere ad un altro livello rispetto al resto della città.

A Dresda eravamo in piena Neustadt e lì il fermento lo si respira ad ogni angolo. Sopratutto però in due locali lo spirito della città è perfettamente racchiuso:
- il ristorante Lila Sosse (all'interno del Kunsthof Passage) che ha portato la cucina tedesca ad un altro livello. Cottura a bassa temperatura in vasetti di vetro, ingredienti recuperati dalla tradizione e locali. Il giusto mix di tradizione e gioventù, di storia e innovazione che Dresda è per definizione.
-  e l'altro è il Katy's Garage. Un Biergarten con tavoli, sdraio del mare del nord, griglieria e - sopratutto - angolo easy life meraviglioso proprio nel centro delle vie della movida.

Goerlitz è stata la tappa che ha dato il vero senso alla parola "confine". E' una città divisa in due dal fiume, una parte in Polonia e una in Germania. La parte tedesca meravigliosamente conservata (non ha subito bombardamenti) e la parte polacca un po' più "sgarrupata" ma con scorci splendidi e alcuni localini interessanti lungo il fiume. Certo, il fermento è molto lontano da qui. Appena si arriva pare di aver preso la macchina del tempo. Tram degli anni '50 che suonano una campanella fortissima ad ogni chiusura delle porte e un vialone in pieno stile DDR che conduce in centro. Ma poi si arriva nel centro storico e BAM! che palazzi, che luogo meraviglioso. E intorno tanto da scoprire come la città della senape e delle tradizioni sorabe: Bautzen.

Torgau l'abbiamo trovata molto vuota e quindi senza una vera anima. Di indubbio interesse storico sia per Lutero sia per gli incontri tra americani e russi il 25.04.1945, è una città molto verde, con un bosco che la circonda per metà. Purtroppo era davvero troppo vuota per poterla apprezzare davvero.

Lipsia vive invece è stata la capostipite del fermento durante gli anni della DDR, testarda nel continuare manifestazioni a costo di forti scontri, arresti e rappresaglie. E' anche grazie a lei se quel maledetto muro è caduto e la storia ha preso il corso che conosciamo. A Lipsia ad ogni angolo il nuovo si raffronta col vecchio, come in Augustus Platz, dove il teatro dell'Opera spicca accanto alla nuova università e la Nikolaskircher (la chiesa da cui partivano - e partono tuttora - le preghiere per la pace e le manifestazioni ogni lunedì) è dietro a un bell'edificio che ospita diverse attività commerciali. Lipsia respira il fervore della notte lungo la Karli (tra MDR e Bayerische Bahnohf), una quantità di locali incredibile che mi ha ricordato la Reeperbahn di Amburgo (anche se molto più morigerata) ognuno con la sua impronta chiara e definita. Dal nuovo teatro all'aperto nato in un cortile di una fabbrica, accanto a bar e negozi in stile hippy, all'irish pub e i numerosi ristoranti etnici.

Magdeburgo invece ti sorprende. Te l'aspetti un po' anonima (con due chicche che sono il Duomo e la Grune Zitadelle), lei all'arrivo te lo conferma ma poi se ti incammini attorno al Duomo per le stradine della città vecchia (e del Dom Dorf) sa sorprenderti con architetture degne di nota, nuove costruzioni interessanti e qualche situazione particolare come un Biergarten accanto alla chiesa di San Giovanni con canzoni dei Nirvana rivisitate in stile swing... Oppure un ottimo ristornate ceco, dove ho mangiato un Gulas migliore di quello di Praga.



Poi è arrivata Berlino e va beh, la casa. Sentirsi nel proprio posto nel mondo appena scesi dall'autobus. E scoprirne posti incredibili, come una piscina sul fiume, un ristorante su una palafitta, un locale su un tetto di un centro commerciale e le sdraio lungo la Sprea per godere del tramonto sulla Stazione Centrale - un capolavoro dell'architettura (e dell'ingegneria) contemporanea.

E queste sono le emozioni, i luoghi che più di altri possono rappresentare le città nella loro essenza. E magari esserne la spinta per il futuro.


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